Validità (Lat. « forte », « efficace »)

    135

    Termine divenuto comune nella Chiesa col Concilio di Trento (DS 1809; FCC 9.356) e col papa Benedetto XIV (1675-1758, papa dal 1740). Riguarda le condizioni che vanno osservate perché un atto sia efficace, anche nel Diritto Canonico (cf CIC 124). I sacramenti, per esempio, oltre ad essere primariamente segni dell’amore fedele di Cristo, hanno i loro elementi essenziali e perciò possono essere validi o invalidi. Una condizione per ricevere validamente un sacramento è di essere innanzitutto battezzati (CIC 842). L’invalidità è sinonimo di nullità; un atto invalido può essere descritto come nullo e vuoto. La recezione valida di un sacramento significa il suo valore; la recezione fruttuosa significa che la grazia è impartita o accresciuta. Un cristiano che si sposa secondo le condizioni richieste dalla Chiesa, ma lo fa in stato di peccato mortale, è sposato validamente ma non ha (ancora) ricevuto la grazia del sacramento. Cf Forma del matrimonio; Grazia; Impedimenti del matrimonio; Peccato; Sacramento.