Universali

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    Concetti generali come rosa, casa, giustizia, creatura. Con una forma di realismo esagerato, Platone (427-347 a.C.) affermò che le forme o idee eterne e sussistenti in un mondo più alto servono da modelli per i termini universali che noi applichiamo alle cose individuali nel nostro mondo mutevole e visibile. La visuale opposta è quella di Guglielmo di Occam (circa 1285-1347) e di Gabriele Biel (circa 1420-1495), secondo cui solo gli esseri singoli sono reali; i termini universali sono invece convenienze più o meno arbitrarie. Il realismo moderato di san Tommaso d’Aquino (circa 1225-1274) sostiene che i concetti generali esistono nella nostra mente, ma sono fondati sulla natura reale delle cose. Cf Filosofia; Nominalismo; Platonismo; Tomismo.