Tomismo

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    L’insegnamento filosofico e teologico di san Tommaso d’Aquino (circa 1225-1274). Arricchito dal sapere enciclopedico del suo maestro e confratello domenicano sant’Alberto Magno (circa 1200-1280), Tommaso diede forma a una quantità di intuizioni che si erano accumulate lungo i secoli, specialmente a partire da sant’Anseimo di Aosta (circa 1033-1109). Creò una stupenda sintesi tra la fede e la ragione. Quantunque non sia stata portata a termine, la sua Summa Theologiae è il massimo lavoro di teologia medievale. Si dice che Tommaso abbia battezzato Aristotele (384-322 a.C.) per avere mutuato dal filosofo greco tematiche come la teoria della causalità. Nello stesso tempo, Tommaso adottò anche un numero discreto di lineamenti platonici, in qualche modo connessi con l’uso ampio che fece di sant’Agostino di Ippona (354-430) e dello pseudo Dionigi Areopagita (circa 500). Dal 1300 al 1500, gli interpreti di Tommaso, o « Tomisti » si occuparono soprattutto di opporsi allo scotismo, al nominalismo e al ritorno di un neo-platonismo. Coi secoli XVI e XVII, siamo nell’età d’oro dei tomisti fra cui eccellono il cardinale Caietano (1469-1534), Silvestro di Ferrara (1474-1528), Francisco de Viteria (circa 1485-1546), Giovanni da san Tommaso (1589-1644), Melchior Cano (1509-1560), Domenico Soto (1494-1560), Domenico Banez (1528-1604). Mentre il Codice di Diritto Canonico del 1917 riteneva ancora Tommaso il maestro per la filosofìa e la teologia nei seminari cattolici (cf il vecchio CIC 589,1366), il Codice del 1983 si limita a raccomandarlo come particolarmente utile (cf il nuovo CIC 252; OT 16; GE 10). Cf Agostinianismo; Aristotelismo; Cinque Vie (Le); Concilio di Trento; Locus theologicus; Molinismo; Neoplatonismo; Neotomismo; Nominalismo; Platonismo; Scolastica; Scotismo; Scuole di teologia; Summa; Trascendentali.