Teologia morale

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    Il campo della teologia che studia e insegna come i cristiani (e gli altri) debbono vivere. Questa riflessione sistematica sul comportamento cristiano attinge dalla Bibbia (per es., il decalogo, il discorso della montagna e le esortazioni di Paolo), dal ragionamento filosofico, dall’esperienza tradizionale e dall’insegnamento della Chiesa. Deve basarsi su una visione piena di ciò che comporta la creazione originale (Gn 1,26-27) e la ri-creazione dell’umanità in Cristo (Rm 6,4; 8,28-30; 1 Cor 15,49; 2 Cor 5,17; Ef 4,24; Col 3,10). Dopo san Tommaso d’Aquino (circa 1225-1274), la teologia morale si è spesso isolata dalle sue radici dogmatiche e scritturistiche, e alle volte un’abbondante casistica è caduta in un vuoto legalismo. L’insegnamento morale di sant’Alfonso de’ Liguori (1696-1787) è stato segnato da un grande apprendimento e da un profondo interesse pastorale. Giovanni Battista Hirscher (1788-1865) di Tubinga ha presentato sistematicamente la moralità in termini di Regno di Dio. Recentemente, gli studi biblici, le scienze umane, gli sviluppi filosofici e, soprattutto, il rinnovamento in cristologia, ecclesiologia e antropologia hanno stimolato e arricchito la teologia morale. Con Leone XIII (1810-1903), l’insegnamento pontificio ha sempre più incoraggiato i teologi moralisti non solo a studiare i problemi di morale individuale, ma anche ad affrontare questioni più ampie di giustizia sociale, i rapporti fra Chiesa e Stato e la pace fra le nazioni. Cf Antropologia; Casistica; Chiesa e Stato; Decalogo; Dottrina sociale; Etica; Giansenismo; Giustizia; Opzione fondamentale ; Parenèsi; Perfezione; Probabilismo; Rigorismo; Santità; Tubinga e le scuole.