Teologia giovannea

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    La teologia contenuta nel quarto Vangelo, nella prima e, in misura minore, nella seconda e terza lettera di Giovanni e nell’Apocalisse. Il Vangelo di Giovanni fa uso di simboli (per es., pane, acqua, gregge), immagini contrastanti (per es., veritàmenzogna; amoreodio) e, in genere, di un linguaggio orante, esperienziale e trinitario per incoraggiare la fede in Gesù come Cristo e Figlio di Dio (Gv 20,31). Questo Vangelo abbonda nel linguaggio di rivelazione (per es., gloria, segni, verità, e testimone), senza, però, trascurare quello che Cristo, la vite vera a cui dobbiamo essere uniti (Gv 15,1-8), comporta come condivisione di vita (passim) e come forza perché i credenti diventino figli di Dio (Gv 1,12-13). Il prologo del Vangelo (Gv 1,1-18) annuncia una lotta tra la luce e le tenebre. L’accoglienza positiva a Gesù che viene come la divina « luce del mondo » (Gv 8,12; 9,5; 12,46) porta ad una divisione tra a) coloro che rimangono spiritualmente ciechi, odiano la luce (Gv 1,5; 3,19; 9,39-41) e precipitano nella notte (Gv 13,30), e b) coloro che sono sanati e vedono la verità (Gv 1,39; 9,1-33; 20,29). Dopo le ultime parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli più intimi la promessa dello Spirito Santo e la preghiera sacerdotale (Gv 13,1-17.26 »), il potere delle tenebre sembra avere il sopravvento durante la passione, ma deve cedere il posto alla vittoria abbagliante della risurrezione. Contro l’interpretazione deviante dei doceti, Giovanni afferma che « il Verbo si fece carne » (Gv 1,14) e nella 1 Gv ritorna con insistenza sulla realtà deH’Incamazione (1 Gv 4,2-3). Questa rivela Dio come Amore (1 Gv 4,7-12). La Chiesa d’Oriente onora san Giovanni come il Teologo. Patmos, il luogo dove si ritiene che abbia scritto l’Apocalisse, è una meta di pellegrinaggi. Cf Docetismo; Doxa; Rivelazione; Tre teologi (I).