Teologia del processo

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    Si chiama così un movimento teologico che si ispira a Alfred North Whitehead (1861-1947). La sua filosofia, come anche altre, sottolinea il primato del divenire sull’essere, ma le supera nel cercare di sintetizzare questo approccio alla realtà con i risultati delle scienze naturali. Whitehead intende i costituenti ultimi della realtà come « entità effettive » più che sostanze. Il suo punto di partenza sono le « occasioni effettive », o entità che interagiscono nell’intero universo. Mediante l’amore, Dio è all’opera, non coercitivamente, essendo « il grande compagno, l’amico sofferente che capisce ». La traduzione della metafisica tradizionale nei termini dinamici di Whitehead ha attratto vari discepoli negli Stati Uniti, nelle Isole Britanniche e altrove. Alcuni, come Charles Hartshome (nato nel 1897) hanno sviluppato il pensiero del « processo » in un modo alquanto differente. Pur riconoscendo la sottolineatura valida delle categorie personali, i commentatori hanno criticato la filosofia di Whitehead su vari punti, in particolare, sul concetto di un « Dio finito ». Cf Panenteismo.