Teologia antiochena

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    Si chiama così rorientamento teologico, connesso con la comunità cristiana di Antiochia, dove emerse nel IV secolo un profilo esegetico ben distinto. Questa teologia sottolineava l’interpretazione letterale e storica della Bibbia, ma cercava anche una teoria (Gr. « visuale ») che andasse oltre il senso puramente letterale. Mentre correva il pericolo di un inadeguato duofisismo (Gr. « due nature ») per il fatto di non collegare correttamente la natura divina e la natura umana nell’unica persona di Gesù Cristo, la sottolineatura della piena umanità di Gesù Cristo anticipò in parte la cristologia moderna dal basso. Generalmente, si ritiene che la teologia antiochena abbia ricevuto la sua forma dal martire san Luciano di Antiochia (morto nel 312) che aveva studiato a Edessa. Fu sviluppata in particolare da Diodoro di Tarso (morto nel 390 circa) e raggiunse il suo vertice con san Giovanni Crisostomo (circa 347-407), Teodoro di Mopsuestia (circa 350-428) e Teodoreto di Ciro (circa 393 – circa 466). Cf Cristologia alessandrina; Cristologia dal basso; Cristologia dall’alto; Cristologia del Lògos-Anthropos; Edessa; Nestorianesimo; Sensi della Scrittura; Tre capitoli (I).