Sufficienza della Scrittura

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    Consiste nel ritenere la Scrittura pienamente adeguata a comunicare la rivelazione fondante che ha raggiunto la sua pienezza assoluta ed insuperabile con Cristo e nella Chiesa del NT. Finché i cristiani concepivano la rivelazione primariamente come un corpo di verità (al plurale) svelate da Dio, la questione della sufficienza era duplice: – Le Scritture « contengono » tutte queste verità rivelate (= sufficienza materiale)? – Sono le Scritture « formalmente » sufficienti, nel senso che si trova già in esse l’interpretazione adeguata? Riconoscendo il ruolo della Tradizione (e del Magistero) nel « canonizzare », interpretare, applicare ed attualizzare le Scritture, anche quei cattolici che accettavano la sufficienza materiale delle Scritture respingevano la loro sufficienza formale. Quando, però, il Concilio Vaticano II presentò la rivelazione primariamente come l’auto-manifestazione a noi del Dio Uno e Trino (DV 2-6), non sembrò più appropriato parlare di questa realtà divina come « contenuta » in qualcosa, siano pure le Scritture. Perlomeno, il considerare la rivelazione come un evento interpersonale rende difficile indagare sulla sufficienza « materiale » delle Scritture per vedere se « contengono » o « non contengono » tutte le verità rivelate. Cf Canone delle Scrittura; Deposito della fede; Magistero; Rivelazione; Scrittura e Tradizione; Sola Scrittura; Tradizione.