Subordinazionismo

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    Questa eresia consiste nell’assegnare al Figlio una situazione inferiore al Padre e nel considerare lo Spirito Santo inferiore sia al Padre che al Figlio. Quando la dottrina trinitaria non era ancora chiarita e i teologi si stavano sforzando di salvaguardare la monarchia (Gr. « solo principio ») del Padre, la tendenza ad interpretare il Figlio e lo Spirito come agenti subordinati di un Padre assolutamente trascendente fu manifestata da san Giustino Martire (circa 100 – circa 165), Taziano (morto verso il 160), sant’Ireneo di Lione (circa 130 – circa 200), san Clemente Alessandrino (circa 150 – circa 215) e soprattutto da Origene (circa 185 – circa 254). Negando che il Figlio fosse realmente e pienamente divino per natura, Ario (circa 185 – circa 254) portò il subordinazionismo ad un estremismo eretico che fu condannato nel 325 nel Concilio Niceno I (cf DS 125-126; FCC 0.503-0.504). Quando glipneumatomachi (Gr. « che combattono lo Spirito ») sostennero un subordinazionismo del genere dichiarando che lo Spirito Santo era una creatura del Figlio, il Concilio Costantinopolitano I (381) affermò che lo Spirito è uguale in dignità al Padre e al Figlio e con essi va adorato e glorificato (cf DS 150; FCC 0.500). Cf Arianesimo; Concilio Costantinopolitano I; Concilio di Nicea I; Macedonianesimo; Monarchianismo; Omooùsios; Pneumatomachi; Teologia Trinitaria.