Sophia (Gr. « sapienza »)

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    Una conoscenza pratica ed una capacità di discernimento, rappresentata classicamente nell’AT da Salomone (1 Re 3,1-28; 4,9-14). Rivelata attraverso la creazione e la storia umana (Sap 10,1-19,22), la hokmàh (Ebr. « sapienza ») è personificata come agente di Dio nella creazione e come profeta (Prv 8,1-36) che invita al suo banchetto coloro che non sono ancora sapienti (Prv 9,1-6). La sapienza è una guida sicura e benefica per la vita (Sap 6,1- 9,18). Il NT ravvisa nella sapienza una prefigurazione di Cristo (Mt 12,42; 1 Cor 1,24-30; Col 2,3). E, però, una sapienza che si esprime nella follia della croce (1 Cor 1,17-25). Per i Valentiniani, e per alcuni altri antichi gnostici, la Sophia Prounicos e la Sophia Achamoth avevano un importante ruolo cosmologico ed ecclesiale. La chiesa più famosa d’Oriente era la chiesa Aghìa Sophia, o Santa Sophia, dedicata a Cristo come personificazione della sapienza. Costruita a Costantinopoli e consacrata sotto l’imperatore Giustiniano I nel 538, Santa Sophìa divenne un modello per molte altre chiese bizantine. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, divenne una moschea e in seguito un museo. Una sophiologia (Gr. « studio della sapienza ») o teologia in chiave di sapienza fu sviluppata da teologi russi come Vladimir Solovi’ev (1853-1900), Sergei Bulgakov (1870-1944), e Pavel Florenskij (1882-circa 1937). Cf Cristologia; Creazione; Doni dello Spirito Santo; Gnosticismo; Letteratura sapienziale; Stolti per amore di Cristo; Valentiniani.