Settanta

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    La più importante versione greca dell’AT chiamata versione dei « Settanta », perché, secondo una leggenda, sarebbe stata fatta da settanta (o settantadue) studiosi che lavorarano ignorandosi tra di loro. Secondo la tradizione ebraica, fu commissionata da Tolomeo Filadelfo (285-246 a.C.) per la sua famosa biblioteca di Alessandria. Mentre sembra essere il lavoro congiunto di molti traduttori, fu probabilmente ultimata più tardi: verso il 132 a.C. Su certi punti importanti, differisce dalla Bibbia ebraica. Certi libri che addirittura non si trovano nella Bibbia ebraica (come Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide e Baruc) sono stati introdotti nei « Settanta », mentre alcuni libri (per es. Ester) vi appaiono in una forma più lunga. Questi libri e passi tradizionali, chiamati « Apocrifi » nella tradizione protestante, sono ritenuti « deutero-canonici » dai Cattolici e dagli Ortodossi. Nel citare l’AT, gli autori neotestamentari seguono spesso i « Settanta » anziché l’originale ebraico. Molti dei primi Padri della Chiesa hanno considerato i « Settanta » come la versione ufficiale dell’AT. Cf Antico Testamento; Apocrifi; Bibbia; Canone delle Scritture; Libri deuterocanonici; Volgata.