Scisma (Gr. « divisione »)

    247

    Separazione tra gruppi opposti (Gv 7,43; 1 Cor 1,10; 11,18; 12,25). Prefigurati dalla divisione nell’AT tra il Regno del Nord e quello del Sud dopo la morte di Salomone (931 a. C.), gli scismi hanno danneggiato la vita e l’unità della Chiesa. L’eresia e lo scisma non sono sempre nettamente distinti, ma si può dire così: mentre la vera eresia pecca contro la fede col negare volontariamente qualche verità rivelata, lo scisma pecca contro l’amore in quanto infrange la comunione con gli altri membri della Chiesa. Gli scismi non sono provocati primariamente da questioni dottrinali, ma da divergenze riguardanti l’autorità e la disciplina della Chiesa. Lo scisma più grave tra i cristiani è quello che è avvenuto tra i cattolici occidentali e gli ortodossi orientali. Sebbene la data convenzionale sia quella del 1054, lo scisma è stato preceduto da una parte da molte tensioni previe, e, d’altra parte, non è stato sentito pienamente tra le file dei cristiani di entrambe le parti se non molto tempo dopo. Nonostante la riconciliazione tra Roma e Costantinopoli avvenuta alla fine del Concilio Vaticano E, questo scisma ancora oggi non è pienamente sanato. Il Vaticano II ha riconosciuto le separazioni e divisioni (UR 3,13), ma non ha mai usato i termini « scisma », o « scismatici », e in questo campo non ha neanche mai parlato di « eresia » e di « eretici ». Cf Concilio di Firenze; Concilio Vaticano II; Dialogo; Ecumenismo; Eresia; Filioque.