Salvezza (Lat. « fare salvi », « soccorrere »)

    232

    Termine globale per indicare la liberazione da sofferenze e da mali personali o collettivi. La Pasqua ebraica ricorda la liberazione attraverso il Mar Rosso (Es 12,1-28; 14,15-31) di un popolo minacciato di genocidio (Es 1,8-22). I liberatori umani hanno spesso un ruolo, ma nella salvezza è decisivo solo il ruolo di Dio (Es 15,1-21; Sai 46,48,76,87). L’AT presenta la natura della salvezza in senso materiale (Dt 33,28-29; Is 2,1-5), ma l’alleanza del Sinai e quello che ne consegue include sempre elementi spirituali, oltre a quelli materiali (Ez 32). Le promesse profetiche (Ger 31,3-34; Ez 37,1-14), escatologiche (Is 43,5-44,5) e chiaramente apocalittiche (Dn 12,1-3) orientano verso una salvezza futura che verrà da Dio. Il NT sottolinea la liberazione dalla schiavitù del peccato e dalla morte (Me 1,5; Rm 5,12- 7,25; Eb 2,14-18). Il Figlio di Maria è chiamato « Gesù » (= « Dio è salvezza »), perché « salverà il suo popolo dai suoi peccati » (Mt 1,21; cf At 4,12). Il « governo di Dio » e il « regno dei cieli » sono espressioni riverenziali per indicare la salvezza di Dio che raggiungerà il suo apice nell’eschaton (Rm 5,8-10; 13,11; Eb 9,28; 1 Pt 1,5). Praticamente ogni pagina della Bibbia ha qualcosa da dire, direttamente o indirettamente, circa la salvezza, la sua natura e la sua mediazione. Il Benedictus è forse la preghiera più bella di ringraziamento a Dio per i suoi interventi salvifici (Le 1,67-79). Cf Alleanza; Eschaton; Giustificazione; Grazia; Letteratura apocalittica; Messia; Parusìa; Pasqua ebraica; Peccato; Redenzione; Regno di Dio; Riconciliazione; Riscatto; Risurrezione dei morti; Soteriologia; Spirito Santo; Storia della salvezza.