Sadducei

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    Considerati tradizionalmente discendenti del sacerdote Sadoc (2 Sam 8,17; 1 Re 1,8). A partire dal II secolo a.C., questo gruppo aristocratico sacerdotale esercitò una forte influenza economica e politica. Basandosi sulla Torah, essi rigettavano le tradizioni orali, la risurrezione dei morti e l’esistenza degli angeli (Me 12,18-27; At 23,6-8). Il sommo sacerdote Caifa e altri Sadducèi con le loro motivazioni politiche e religiose contribuirono alla condanna di Gesù da parte di Ponzio Pilato (cf anche At 4,1 ; 5,17). Dopo la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C., i Sadducèi scomparvero come gruppo. Cf Angeli; Farisei; Risurrezione; Toràh.

    Altra spiegazione

    Importante corrente spirituale del tardo giudaismo (vedi sopra), e anche fazione politica delle classi ricche e dirigenti, costituite principalmente di sacerdoti; il punto fondamentale di dottrina che divideva i Sadducei dai Farisei era la negazione della validità della “legge orale”, o tradizionale, che i Farisei consideravano obbligante al pari della legge biblica scritta. Inoltre i sadducei negavano la resurrezione, mentre i farisei ne erano possibilisti.