Sacrificio della Messa

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    E la ri-presentazione nell’Eucaristia del sacrificio perfetto della morte e risurrezione di Cristo (Rm 3,25; 4,25; Eb 10,12.14). Ben lungi dall’essere un altro sacrificio, la Messa è l’offerta quotidiana « in memoria di » (Le 22,19; 1 Cor 11,24-25) e la ripresentazione di ciò che è accaduto una volta per sempre il Giovedì Santo, Venerdì Santo e Domenica di Pasqua. Ci sono molte Messe, ma un unico sacrificio. Il Concilio di Trento (1545-1563) ha insistito sulla natura sacrificale della Messa che, in un modo incruento, attualizza a beneficio di tutti l’unico sacrificio del Calvario (cf DS 1733-1762; FCC 9.168-9.191). Il Concilio Vaticano II ha arricchito l’insegnamento sulla Messa (PO 2; SC 7; LG 3,28) facendo notare, per esempio, che « il Sacrificio eucaristico » è « convito pasquale » (SC 47), ossia pasto sacrificale. La tradizione bizantina illustra l’unicità del sacrificio di Cristo col celebrare nelle chiese una sola Messa al giorno. Cf Anàmnesi; Eucaristia; Messa.