Rivelazione (Lat. « togliere il velo »)

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    La manifestazione da parte di Dio di ciò che prima era sconosciuto. L’AT riferisce la rivelazione divina comunicata primariamente con parole (Ger 23,18.22) e eventi della storia (Es 15,1-21) e secondariamente mediante il mondo creato (Sai 19,2; Sap 13,1-9). Come mediatori principali della rivelazione di Dio, i profeti classici parlarono anche della rivelazione futura della salvezza (Is 40,1-11; Ger 31,31-34). Nella sua incarnazione, vita, morte, risurrezione e con l’invio dello Spirito Santo (DV 4,17), Cristo fu la pienezza dell’autorivelazione divina (Gv 1,14.18; Eb 1,1-2), essendo ad un tempo il Rivelatore (= agente), la rivelazione (= il processo attivo della manifestazione) ed il contenuto della rivelazione. Per quanto concerne la dottrina della rivelazione, il Vangelo di Giovanni (con il suo linguaggio di gloria, luce, segni, verità, testimone, le affermazioni « io sono » e, soprattutto, l’incarnazione della parola), è il libro più ricco del NT. Con Cristo e con l’èra apostolica, la rivelazione fondante è compiuta e aspettiamo solo la rivelazione finale e gloriosa della parusìa (Tt 2,13; 1 Gv 3,2; DV 4). A partire dal Medioevo e specialmente a partire daH’Illuminismo, le verità della rivelazione sono sembrate in contrasto con quelle di ragione: queste sono accessibili senza che sia strettamente necessaria una comunicazione speciale di Dio. L’approccio di rivelazione « proposizionale » ha caratterizzato l’insegnamento del Concilio Vaticano I (DS 3004-3007, 3026-3029; FCC 1.061-1.066, 017). Il Concilio Vaticano II ha inteso la rivelazione primariamente come automanifestazione personale di Dio che chiede la nostra risposta personale di fede (DV 2, 6) e secondariamente come comunicazione di verità divine (DV 7,9,10,11,26). Il Vaticano II riconobbe la natura essenzialmente salvifica e sacramentale dell’autorivelazione di Dio mediata da eventi (azioni) e parole (DV 2,4,14,17). La storia della salvezza e la storia della rivelazione sono inseparabili, pur costituendo due aspetti della stessa realtà. A partire dal Concilio Vaticano II, alcuni studiosi hanno fatto progredire la teologia della rivelazione col riflettere sull’autocomunicazione simbolica di Dio che gli esseri umani sperimentano nella fede. Sia la teologia cattolica che l’insegnamento ufficiale della Chiesa sono sempre più consapevoli che lo Spirito Santo media la rivelazione e la salvezza anche al di là del cristianesimo istituzionale. Cf Deposito della fede; Dogma; Esperienza religiosa; Grazia; Illuminismo; Logos; Mistero; Parola di Dio; Parusìa; Professione di fede; Scrittura e Tradizione; Simbolo; Storia della salvezza; Teologia giovannea; Teologia naturale.