Quaresima

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    Si chiama così il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua. Sono giorni di preghiera, di digiuno, di elemosine e di conversione. I cristiani si preparano così alla più grande festa dell’anno. Ovviamente, si vengono ad imitare i quaranta giorni di digiuno di Mosè (Es 24,18), di Elia (1 Re 19,8) e soprattutto di Gesù medesimo (Me 1,13). La durata attuale della Quaresima è stata fissata nel VII secolo, quando a Roma il digiuno cominciò il Mercoledì delle Ceneri anziché dopo la prima domenica di Quaresima. Nel rito ambrosiano di Milano, questi giorni supplementari non sono mai stati aggiunti. Per quanto riguarda gli Orientali, il periodo della Quaresima dura sette settimane, ma siccome non si digiuna né il sabato, né la domenica, il numero totale dei giorni di digiuno è di trentasei. In origine, il digiuno quaresimale era molto rigoroso: consisteva in un solo pasto verso sera, in cui erano proibiti la carne, il pesce e generalmente anche i latticini. I cristiani orientali hanno conservato qualcosa di questa severa disciplina. La Quaresima è il tempo speciale per la preparazione dei catecumeni al battesimo. E proibito celebrare solennemente il matrimonio durante questo periodo. A Roma, vengono celebrate messe speciali ogni giorno in una chiesa particolare, o « stazione ». Nella tradizione bizantina, la prima domenica di Quaresima è la Festa dell’Ortodossia, che ricorda la vittoria sugli iconoclasti e su altri eretici; la seconda domenica è la festa di san Gregorio Palamas (circa 1296-1359); nella terza domenica è venerata la croce; e nel venerdì della quinta settimana si canta YAkàthistos. Cf Akàthistos; Astinenza; Catecumenato; Digiuno; Palamismo; Settimana Santa.