Preghiera Eucaristica

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    La preghiera che è al centro dell’Eucaristia e che nella liturgia romana è chiamata « canone ». Alcune forme successive sembrano essere varianti della prima preghiera eucaristica sviluppata pienamente e che si trova nella Tradizione Apostolica (circa 215), spesso attribuita a sant’Ippolito di Roma. Con alcune varianti nell’ordine, una preghiera eucaristica contiene i seguenti elementi: un dialogo introduttorio tra il celebrante e l’assemblea, una preghiera di lode e di ringraziamento, il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia, Xanamnesi che ricorda le azioni salvifiche di Dio, Xepiclesi che invoca la discesa dello Spirito, le commemorazioni o intercessioni, e la dossologia finale. Cf Anamnesi; Anàfora; Canone; Dossologia; Epiclesi; Intercessione.

    OPPURE

    È il momento centrale e culminante dell’intera celebrazione; essa consiste in una preghiera di azione di grazie e di santificazione: il sacerdote invita il popolo a innalzare il cuore verso il Signore nella preghiera e nell’azione di grazie, e lo associa a sé nella solenne preghiera, che egli, a nome di tutta la comunità, rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo. Il significato di questa preghiera è che tutta l’assemblea si unisca insieme con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell’offrire il sacrificio. Gli elementi principali di cui consta la preghiera eucaristica, si possono distinguere come segue.

    1. L’AZIONE DI GRAZIE Il sacerdote, a nome di tutto il popolo santo, glorifica Dio Padre e gli rende grazie per tutta l’opera della salvezza o per qualche suo aspetto particolare, a seconda della diversità del giorno, della festa o del tempo; essa si esprime specialmente nel Prefazio.

    1. L’ACCLAMAZIONE Tutta l’assemblea, unendosi alle creature celesti e alla Chiesa celeste, canta o recita il Santo; vi sono anche altre acclamazioni (per es. dopo il racconto dell’istituzione o l’Amen al termine di tutta la preghiera eucaristica).

    1. L’EPICLESI La Chiesa implora con speciali invocazioni la potenza divina dello Spirito, perché i doni offerti dagli uomini vengano consacrati, cioè diventino il corpo e il sangue di Cristo, e perché la vittima immacolata, che si riceve nella comunione, giovi per la salvezza di coloro che vi parteciperanno, unendoli nell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa.

    1. IL RACCONTO DELL’ISTITUZIONE Mediante le parole e i gesti di Cristo, si compie il sacrificio che Cristo stesso istituì nell’ultima cena, quando offrì il suo corpo e il suo sangue nel pane e nel vino, lo diede da mangiare e da bere agli apostoli e lasciò loro il mandato di perpetuare questo mistero.

    1. L’ANAMNESI – OFFERTA La Chiesa, adempiendo il comando ricevuto da Cristo Signore per mezzo degli apostoli, celebra la memoria di Cristo, ricordando soprattutto la sua beata passione, la gloriosa risurrezione e l’ascensione al cielo ed offre al Padre il sacrificio che a lui riconcilia tutta l’umanità. La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma anche imparino ad offrire se stessi e così portino ogni giorno più a compimento, per mezzo di Cristo mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti.

    1. LE INTERCESSIONI In esse si esprime la convinzione che l’Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa, sia celeste che terrestre, e che l’offerta è fatta per essa e per tutti i suoi membri, vivi e defunti, chiamati a partecipare alla redenzione e alla salvezza acquistata per mezzo del corpo e sangue di Cristo.

    1. LA DOSSOLOGIA FINALE Essa esprime la glorificazione e la lode di Dio e viene ratificata e conclusa con l’acclamazione del popolo.