Pentecoste (Gr. « il cinquantesimo giorno »)

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    Oltre alla festa di Pasqua (cinquanta giorni prima) e la Festa dei Tabernacoli in autunno, la terza festa più importante degli Ebrei era quella che in origine celebrava il raccolto del grano e in seguito la Legge data a Mosè sul Monte Sinai. Come festa cristiana, la Pentecoste ricorda il giorno in cui lo Spirito Santo scese sui discepoli, Pietro predicò al popolo e ai pellegrini che si trovavano a Gerusalemme e circa tre mila persone accolsero il suo messaggio e si fecero battezzare (At 2,1-42). Dalle Costituzioni Apostoliche e dalla pellegrina Eteria, sappiamo che nei Luoghi Santi i cristiani celebravano già questa festa nel IV secolo. Il dodicesimo canone del Concilio di Nicea I (325) parla della « Pentecosté » come del periodo che va dal giorno di Pasqua alla prima domenica dopo Pentecoste, periodo in cui era vietato il digiuno e le preghiere, che camprendevano molti Alleluia, si dicevano in piedi. La Festa di Pentecoste è anche chiamata nei paesi di lingua inglese Whitsunday, inglese antico per White Sunday (= domenica bianca) probabilmente perché era un giorno (l’ultimo giorno?) in cui i neofiti (battezzati di recente) indossavano i loro abiti bianchi. Nella liturgia bizantina, la celebrazione di Pentecoste occupa due giorni consecutivi: nella domenica, si celebra la pienezza della rivelazione della Trinità (mentre nel rito latino, la Trinità viene festeggiata la domenica successiva che si chiama appunto « domenica della Santissima Trinità »); il lunedì, poi, si ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Cf Pasqua ebraica; Pentikostàrion; Spirito Santo.