Peccato originale

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    Inteso tradizionalmente come la perdita della grazia e ferita della natura subita dai nostri progenitori, questo intaccò tutte le generazioni successive. Questo concetto è stato sviluppato sulla base della Scrittura (soprattutto: Gn 3,1-24; Sai 51,7 e Rm 5,12-21) e la prassi antica di battezzare anche i bambini perché venissero liberati dal peccato originale. Sant’Agostino di Ippona (354-430) sostenne contro Pelagio che, siccome i bambini non sono capaci di commettere peccati personali, il « peccato » da cui vengono liberati non può essere altro che una peccaminosità ereditata. La dottrina del peccato originale (DS 496,621, 1510-1516; FCC 3.054, 3.060,4.037, 8.043) esprime non solo la condizione di peccato in cui nascono tutti gli esseri umani, ma anche il fatto che la nuova vita di grazia che viene attraverso il battesimo non è un diritto « naturale », ma un libero dono di Dio. Così, il peccato originale si riferisce alla nostra solidarietà umana nel peccato e alla nostra comune chiamata alla vita soprannaturale in Cristo. I cristiani orientali, mentre praticano il battesimo dei bambini, non hanno sviluppato una teologia sul peccato originale. I Protestanti hanno spesso accentuato esageratamente il peccato originale e i suoi effetti dannosi. Cf Battesimo dei bambini; Caduta (La); Concupiscenza; Corruzione totale; Immacolata Concezione; Luteranesimo; P elogiane simo; Soprannaturale; Teologia naturale.