Pagani (Lat. « abitanti dei villaggi »)

    148

    Termine usato inizialmente per coloro che al tempo dell’Impero romano vivevano in campagna e che, evangelizzati dopo le popolazioni delle città, divennero poi cristiani. Nell’AT, i goyim (Ebr. « nazioni ») o Gentili erano quelli che non conoscevano l’unico vero Dio (Dt 7,1; Sai 147,20). Mentre denunciava la loro idolatria, l’AT affermava anche l’interesse salvifico di Dio per i pagani (Is 4; 49,6; 60,1-3; Am 9,7; Giona). Abramo fu chiamato a mediare le benedizioni divine per l’intero genere umano (Gn 12,1-3). L’AT presenta alcuni « santi pagani », come Melchisedech, la Regina di Saba, Giobbe e Rut. San Paolo proclama la volontà di Dio di giustificare sia gli Ebrei che i Gentili (Rm 3,29; 9,24; 15,8-12; cf Le 2,29-32). I seguaci di alcune religioni non cristiane sono stati chiamati (in senso offensivo), « pagani » o « idolatri ». Certe superstizioni che si sono trovate ancora tra coloro che si sono convertiti al cristianesimo sono state etichettate come « pagane ». Il Concilio Vaticano II ha evitato sia il termine « pagano » che il termine « paganesimo », e ha preferito parlare delle « nazioni » (gentes) da evangelizzare. Cf Animismo; Cristiani anonimi; Evangelizzazione; Idolatria; Politeismo.