Padri apostolici

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    Questa denominazione risale a Jean-Baptiste Cotelier che nel 1672 pubblicò quegli scritti ortodossi più antichi, non biblici ma fioriti al tempo degli Apostoli o poco dopo, cioè: la cosiddetta Lettera di Barnaba (primo secolo), san Clemente Romano (morto circa nel 96), sant’Ignazio di Antiochia (circa 35 – circa 107), il Pastore di Erma (II secolo), san Policarpo di Smirne (circa 69 – circa 155), come anche il racconto del suo Martirio, il più antico di questo genere letterario. Nel 1765, Andrea Gallandi vi aggiunse la Lettera a Diogneto, una difesa del cristianesimo, e Papia di Gerapoli (circa 60-130). Nel 1883, Filoteo Bryennios pubblicò la Didaché (Gr. « insegnamento »), di autore anonimo. Questo lavoro fu ritenuto lo scritto più antico dell’intero gruppo. Questi scritti gettano una luce preziosa sul passaggio dalla Chiesa del Nuovo Testamento alla cristianità postapostolica. Alcuni studiosi moderni desiderano escludere quegli autori che probabilmente non sono collegati direttamente con gli Apostoli, o la cui mentalità non è così vicina al NT. Questo vorrebbe dire elencare tra i Padri Apostolici soltanto san Clemente, sant’Ignazio di Antiochia, san Policarpo e Papia, come anche san Quadrato (II secolo) che verso il 124 rivolse all’imperatore Adriano la più antica apologia sulla fede cristiana. Cf Apologisti; Didaché; Padri della Chiesa.