Pace

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    È così definita da sant’Agostino di Ippona (354-430): « la tranquillità dell’ordine ». Sia per l’Antico che per il NT, la pace è molto più che la semplice assenza di guerra (cf Is 2,4; Mie 4,3; Me 9,50; Le 14,34). Shalom (Ebr. « salute », « pace ») è il benessere complessivo dato mediante l’unione con Dio, in particolare la pace salvifica associata con l’era messianica (Is 9,1-7; 11,1-9; 32,15-20). Gesù ha proclamato beati gli operatori di pace (Mt 5,9). Risorto dai morti, egli ha portato quella pace che « il mondo non può dare » (Gv 14,27; 20,19.21; Col 3,15) e che comporta una solidarietà nuova (Gal 3,28; Ef 2,13-18) effettuata mediante la sua morte e risurrezione (Col 1,20). I suoi discepoli devono proclamare la pace, il messaggio della salvezza escatologica (At 10,36; Rm 10,15; cf Mt 10,12-13). Nell’Enciclica Pacem in terris (« Pace sulla terra ») del 1963, il papa Giovanni XXIII ha posto le sue speranze per una pace internazionale in un ordine sociale basato sulla libertà, la giustizia, l’amore e la verità. A sua volta, il papa Paolo VI nell’Enciclica Populorum progressio (« Il progresso dei popoli ») del 1967 ha chiamato lo sviluppo « il nome nuovo della pace » (14). Il Concilio Vaticano II ha insistito perché si facciano maggiori sforzi per la promozione della pace e della comunità dei popoli (GS 77-90). Per il tramite della Commissione « Giustizia e Pace » e anche in tanti altri modi, la Santa Sede ha costantemente cercato di promuovere la pace internazionale. Negli Stati Uniti, la Conferenza Episcopale ha parlato profeticamente nel suo documento: La sfida della pace: la promessa di Dio e la nostra risposta (1983). Purtroppo, in questo nostro mondo, « la pace viene giù lentamente » (William Butler Yeats; 1865-1939). Cf Giustizia; Guerra giusta; Messia; Non-violenza; Regno di Dio; Salvezza; Tolleranza.