Origenismo

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    Le teorie e la scuola il cui pensiero si ispira a Origene di Alessandria (circa 185 – circa 254). Egli sviluppò un’ermeneutica biblica in termini di sensi della Scrittura letterale, morale e allegorico. Come primo grande teologo sistematico del cristianesimo, Origene fece uso di immagini (partendo dalla realtà sensibile per simboleggiare il mondo spirituale invisibile) e sottolineò la nostra deificazione mediante la grazia. Il suo amore per l’allegoria, e, ancora di più, le sue tesi circa la salvezza finale di tutti (= apocatàstasi), la preesistenza delle anime umane (compresa quella di Cristo) e un’apparente subordinazione del Figlio al Padre incontrarono una continua critica e opposizione. Alla fine l’imperatore Giustiniano I fece condannare l’origenismo in un sinodo nel 543 e poi nel Concilio Costantinopolitano II nel 553 (cf DS 298, 353,403-411,433,519; FCC 0.008,3.002, 3.027,4.030). Tuttavia non è ancora chiaro fino a che punto abbia sbagliato, sino a che punto stesse semplicemente indagando su una varietà di teorie e sino a che punto certe false visuali siano state ascritte a lui dopo la sua morte. È difficile pronunciarsi, in quanto le sue opere sono state in gran parte distrutte. Un giudizio sereno su Origene deve tener conto che vari Padri della Chiesa sono stati grandi suoi ammiratori, come sant’Atanasio di Alessandria (circa 296-373), san Basilio Magno (circa 330-379) e san Gregorio Nazianzeno (329-389). Cf Allegoria; Apocatàstasi; Ermeneutica; Esegesi; Platonismo; Sensi della Scrittura; Teologia alessandrina.