Opzione per i poveri

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    Questo comportamento di vita ecclesiale è stato reso popolare dai teologi della liberazione. L’opzione per i poveri stimola i cristiani a lavorare in modo speciale per effettuare la giustizia sociale a favore di quei tanti milioni di esseri umani che non hanno cibo sufficiente, sono privi di casa, di assistenza medica, di educazione, di lavoro e di altri diritti umani fondamentali. Questo tema fu trattato dai vescovi dell’America Latina fin dal loro secondo Sinodo generale tenutosi a Medellm (Colombia) nel 1968. Nella Enciclica Sollicituido rei socialis del 1987, Giovanni Paolo II ha esortato tutti alla solidarietà e all’amore preferenziale per i poveri mediante attività concrete a livello locale (42,43, 47). Questo interesse speciale a favore degli sfruttati, degli indifesi e degli emarginati trae la sua ispirazione dai profeti dell’AT (per es., Is 1,10-20) e dal messaggio e dalla condotta di Gesù (Le 6,20; 16,19-31; 17,11-19). Sia nell’AT che nel NT, Dio manifesta un amore preferenziale, anche se non esclusivo, per i poveri. In un modo speciale, la presenza e l’attività di Dio si rivelano nei poveri. Il Concilio Vaticano II ha invitato tutti i cristiani, specialmente quelli dei paesi ricchi, a esercitare maggiore giustizia e amore nel promuovere la causa dei poveri (GS 69, 88). Cf Anawim; Beatitudini; Dottrina sociale; Povertà; Teologia della liberazione.