Omooùsios (Gr. « della stessa sostanza », « consostanziale »)

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    Termine che si riferisce a Cristo e che fu inserito nel Simbolo dal Concilio di Nicea per combattere l’Arianesimo. Sebbene prima fosse stato usato in un senso sospetto o addirittura eretico dagli Gnostici e da altri, questo termine a Nicea espresse l’identità di natura del Padre e del Figlio, implicando una corrispondente uguaglianza in dignità. Seguirono cinquanta anni di dispute. Sant’Atanasio (circa 296-373) in Oriente, sant’Ilario di Poitiers (circa 315-367) in Occidente, furono i campioni dell’omooùsios, mentre oppositori come Basilio di Ancira (oggi: Ankara) e Giorgio di Laodicea vi aggiunsero una « i » e sostennero che Cristo era omoioùsios, cioè, simile nella sostanza al Padre. Cf Arianesimo; Concilio Costantinopolitano I; Concilio di Nicea I.