Obbedienza

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    Consiste nella volontà di osservare le leggi e i comandi o nell’accettare come vere le asserzioni che vengono dall’autorità. Solo Dio ha l’autorità suprema e assoluta. Gli esseri umani (per es., i genitori verso i loro figli, lo Stato verso i cittadini, i pastori della Chiesa verso i fedeli) partecipano dell’autorità divina in grado vario e limitato. Per compiere la volontà del Padre, Cristo si fece « obbediente fino alla morte » (Fil 2,8; cf Eb 5,8), lasciandoci l’esempio perfetto di obbedienza amorosa (Gv 15,10). Radicalmente opposta alla disobbedienza che è peccato, la fede significa obbedienza a Dio e ai comandamenti divini (Mt 7,21; Rm 1,5; 16,26). Alfinterno della Chiesa, tutti professano un’obbedienza rispettosa al papa e ai vescovi, in quanto la natura della sottomissione è in rapporto col grado dell’autorità esercitata (LG 25,27). Coloro che sono legati dal voto di obbedienza nella vita religiosa devono un’obbedienza particolare ai loro superiori e alla regola del loro istituto religioso (PC 14; CIC 573,590,598, 601,618). I presbiteri diocesani praticano un’obbedienza speciale ai loro vescovi (PO 15; CIC 273). Cf Autorità; Magistero; Vita religiosa.