Neo-scolastica

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    Un rinnovamento della filosofia cristiana e della teologia medievale, considerata spesso come sinonimo di neo-tomismo, ma di fatto alquanto più ampio nei suoi contenuti e nei suoi metodi. Nel Collegio Romano (che fu poi l’Università Gregoriana), Gesuiti come Luigi D’Azeglio Taparelli (1793-1862), Matteo Liberatore (1810-1892) e Joseph Kleutgen (1811-1893) cominciarono a restaurare la Scolastica. Un antico studente del Taparelli, Gioacchino Pecci (1810-1893), divenuto vescovo di Perugia e poi papa, Leone XIII, appoggiò con decisione cuesto movimento. La sua enciclica Aeterni Patris (1879) prescrisse l’insegnamento del Tomismo nelle facoltà cattoliche di teologia (cf DS 3135-3140). Fino al Vaticano II (1962-1965), la neo-scolastica contribuì a dare struttura e chiarezza al pensiero teologico cattolico. Però, il progresso negli studi biblici, storici, patristici e liturgici mostrò che questa chiarezza era alle volte puramente formale, verbale e priva di sostanza. Dal lato filosofico, nuove correnti come l’esistenzialismo, l’analisi linguistica, il personalismo, lo strutturalismo, ecc. hanno creato una situazione di pluralismo. Cf Neo-Tomismo; Scolastica; Tomismo.