Monotelismo (Gr. « una sola volontà »)

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    Eresia la quale sosteneva che Cristo, pure avendo una natura umana, mancava di una volontà umana e possedeva una sola volontà, quella divina. Dopo che il Concilio di Calcedonia (451) ebbe insegnato l’unità di persona ma la dualità di nature in Cristo, furono fatti vari tentativi per conciliare i dissidenti « monofisiti » che accentuavano l’unità di Cristo. Dopo che fu escogitata e trovata buona una nozione di compromesso delle due nature ma di una sola « energia » (monoenergismo), il patriarca Sergio di Costantinopoli incoraggiò Onorio I (papa, 625-638) a proporre l’infelice formula di « due nature ma una sola volontà » in Cristo, formula per cui in seguito Onorio venne censurato (DS 487-488; 496-498; 550-552; 561; 563; FCC 4.035-4.039; 4.068-4.069). L’Ectesi (Gr. « esposizione della fede ») promulgata dall’imperatore Eraclio nel 638 era basata sulla formula di sola volontà (quella divina). Nel 638 e nel 639, vennero tenuti sinodi a Costantinopoli per confermare la formula, ma il Sinodo Lateranense del 649 sotto il papa Martino I, assistito da san Massimo il Confessore, la condannarono come contraria alla piena umanità di Cristo. Il sesto Concilio ecumenico, il Costantinopolitano III (680-681) definì solennemente che in Cristo ci sono non soltanto due nature, ma anche due volontà, le quali, però, operano in armonia nella sua persona unica (cf DS 550-564). Cf Concilio di Calcedonia; Concilio Costantinopolitano III; Duotelismo; Monoenergismo; Monofisismo.