MonacheSimo (Gr « vita in solitudine »)

    135

    Un movimento tra i credenti battezzati che rispondono alla chiamata di Cristo per la perfezione (Mt 5,48; 19,16-26) col dedicarsi attraverso la povertà, il celibato e l’obbedienza ad una vita di preghiera, al culto e al servizio comunitario. Verso il termine delle persecuzioni romane, una forma di esistenza ascetica nei deserti dell’Egitto, della Palestina e della Siria cominciò ad offrire un’alternativa eroica al martirio reale. In Egitto, sant’Antonio Abate (circa 251-356) e san Pacomio (circa 290-346) contribuirono ad organizzare i loro discepoli attorno ad una regola di vita e a guide spirituali, aprendo così la strada alle due forme tipiche del monacheSimo: l’anacoretismo, o vita degli eremiti, e il cenobitismo, o vita in comune. Fortemente influenzato da san Basilio Magno (circa 370-379), il monacheSimo orientale favorì il monacheSimo occidentale attraverso scritti come la Vita di sant’Antonio scritta da sant’Atanasio di Alessandria (circa 296-373) e le Conferenze di Giovanni Cassiano (circa 360-435). Dopo san Martino di Tours (morto nel 397) e sant’Agostino di Ippona (354-430), san Benedetto di Norcia (circa 480 – circa 550) con la sua Regola diede la forma essenziale al monacheSimo d’Occidente. I Domenicani, i Francescani e altri Ordini religiosi di vita attiva hanno offerto un’alternativa alla vita monastica strettamente contemplativa (cf UR 15; PC 9). In Oriente, però, tutti i religiosi sono ancora monaci. Cf Acemeti; Anacoretismo; Cenobiti; Esicasmo; Liturgia delle Ore; Monte Athos; Vita religiosa.