Mistero

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    “L’assenza di mistero, tipica della nostra vita moderna, è il nostro decadimento e la nostra povertà”. Penso che D. Bonhoeffer confermerebbe in maniera convinta questa sua affermazione, soprattutto al cospetto delle banalità spettacolarizzate che riempiono pagine social e trasmissioni dedicate a “mistero e misteri”.

    E, quasi in forma di sfida, lo stesso teologo luterano, fatto impiccare da Hitler, ritiene che «il mistero è la radice di quanto è comprensibile, chiaro e manifesto. E quando vogliamo aggredire tale mistero, calcolarlo, spiegarlo e selezionarlo, il risultato è che, così facendo, uccidiamo la vita e non scopriamo il mistero». La vita insomma è mistero. La vita ha bisogno del mistero. Ma di quale mistero?

    L’accezione più diffusa della parola mistero ci porta verso ciò che è inspiegabile o inaccessibile col semplice ricorso all’armamentario della ragione. La derivazione etimologica, se da una parte, permette di risalire al concetto originario della parola mistero, dall’altra, presenta elementi che danno ragione dello slittamento semantico che arriva talvolta a distorcene il senso. La parola mistero si riallaccia al latino mysterium e al greco mystérion (segreto, arcano) e mýstēs (iniziato). Entrambi questi termini traggono origine da myō o myeō (sto chiuso o mi chiudo).

    Gli usi figurativi della parola mistero, in ambito profano, collegano la parola mistero a eventi dei quali non si vuole/può parlare e a eventi dei quali si fa fatica a conoscere le dinamiche di svolgimento. Nella cultura romantica e in quella scientifica positivista, con accentuazioni evidentemente diverse, la parola mistero è presente come sinonimo di enigma o di realtà oscura e volutamente nascosta. Nel primo caso si apre però la possibilità di affacciarsi sul mistero per abitare mondi e per frequentare orizzonti inediti.

    Dopo l’uso di carattere esoterico e segreto della parola al plurale (i “misteri”) nei culti diffusi in Grecia, a Roma e nel Vicino Oriente, la parola mistero compare nella teologia cristiana. Qui la parola – oltre che ai dati fondamentali della rivelazione divina, inaccessibili alla sola logica razionale – si riferisce anche ai cori dei pellegrini di ritorno dalle crociate, agli eventi principali della vita (i “Misteri” del Rosario) e della passione di Cristo. Famosi sono i “Misteri” portati in processione il Venerdì santo. Mysteria sono anche i Sacramenti, nella liturgia cattolica. Nella tradizione cristiana, mistero è soprattutto l’amore col quale Dio si manifesta.

    Mistero è il suo progetto d’amore perché ogni uomo abbia una vita piena e riuscita. Il mistero del Natale realizza questo progetto. Capace, nel suo realismo e nella sua essenzialità, di pacificare piuttosto che inquietare, di far gioire piuttosto che spaventare. La lezione che ci consegna il mistero così inteso, celebrato e vissuto è che il mistero più grande non è quello che sta lontano da noi, ma ciò che ci è più vicino. E che forse, il mistero più grande per noi, siamo noi stessi.

    A cura di mons. Nunzio Galantino