Missioni (le) nella Chiesa

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    Si tratta della risposta della Chiesa al compito ricevuto da Cristo di continuare la sua opera nel mondo intero. I libri profetici dell’AT indicano come Gerusalemme, il popolo eletto e i suoi rappresentanti abbiano un ruolo missionario per la salvezza delle nazioni (cf Is 2,1-5; 42,6-7; 49,6.22-23; 56,1-8; 60,1-22; Giona). Con valore universale (Le 2,29-32), la buona Novella di Cristo va annunciata dovunque e a chiunque (Mt 28,18-20; Me 16,15-20; Le 24,47; Gv 20,21; At 1,8). Guidata da Pietro, da Paolo e da altri (Gal 2,7-8; Rm 1,5; 16,3), la Chiesa apostolica diffuse la fede cristiana attraverso l’Impero romano. Nei primi secoli, il cristianesimo raggiunse l’Abissinia, l’India e (attraverso la Chiesa nestoriana dell’Oriente) perfino la Cina. Grandi missionari e loro discepoli, appoggiati alle volte da governanti potenti, hanno convertito praticamente tutta l’Europa al cristianesimo entro anno 1000. San Patrizio (circa 390 – circa 460) contribuì all’evangelizzazione dell’Irlanda. Sant’Agostino di Canterbury (morto nel 604), fu un apostolo dell’Inghilterra; san Bonifacio (680-754) evangelizzò la Germania; sant’Ansgravio (Oscar) (801-865), i paesi scandinavi; e i santi Cirillo (826-869) e Metodio (805-885), i paesi slavi. Con la scoperta dellAmerica nel 1492 e l’apertura di nuove strade verso l’Asia, un’attività missionaria veramente eroica cominciò nelle Americhe, in Cina, in India, in Giappone e altrove. La fondazione della Congregazione per la Propagazione della Fede per opera del Papa Gregorio XV nel 1622 incoraggiò e aiutò l’organizzazione di questo sviluppo. All’inizio del secolo XIX, società missionarie anglicane e protestanti, guidate e ispirate da personaggi come David Livingstone (1813-1873), divennero veramente attive fuori d’Europa. Alla fine del secolo XX, la necessità che l’Europa stessa venga ri-evangelizzata è divenuta sempre più evidente. Cf. Apostolo; Evangelizzazione; Teologia della missione.