Logos (Gr. « parola », « messaggio », « discorso », « ragione »)

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    Nella filosofia greca, è il motivo che permea e regge il cosmo. I libri sapienziali dell’AT parlavano del Lògos come della sapienza personificata che Dio manifestava nel creare l’universo (Prv 8,31-36; Sap 7,22-30; 9,1-2). Il filosofo ebreo Filone (circa 20 a.C. – circa 50 d.C.) collegò la filosofia greca con la letteratura sapienziale dell’AT per presentare il Lògos come modello divino e attività finale nel creato. Nel pensiero di Giovanni, il Lògos è la Parola divina preesistente mediante cui « tutto è stato fatto » e che « si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi » (Gv 1,1-14; 1 Gv 1,1-2; Ap 19,11-16). Il carattere « verbale » di questo titolo cristologico vuole insinuare che la divina auto-rivelazione ha raggiunto il suo vertice con l’incarnazione storica del Lògos. Dopo Nicea, i termini « Lògos » e « Figlio di Dio » furono usati indifferentemente per designare la seconda persona della Trinità. Cf Apollinarismo; Appropriazione; Arianesimo; Concilio di Nicea I; Cristologia del Logos-anthropos; Cristologia del Logos-sarx; Parola di Dio; Titoli cristologici; Teologia giovannea.