Lex orandi – lex credendi

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    (Lat. « La legge della preghiera è la legge della fede ») – La forma completa di questo assioma è: « Legem credendi lex statuat supplicandi » (« La legge della preghiera stabilisca la legge della fede ») e risale a san Prospero di Aquitania (circa 390 – circa 463). Segretario del papa Celestino I, egli compose VIndiculus, un volumetto sulla grazia tratto da sant’Agostino di Ippona (354-430) (DS 246; FCC 8.017). Dalla necessità di pregare per tutti (1 Tm 2,1-4), Prospero dedusse la necessità universale della grazia. La preghiera, specialmente la preghiera eucaristica, ha un ruolo essenziale nell’interpretazione della fede cristiana come ha riconosciuto da sempre la teologia orientale. La teologia occidentale, invece, ha dato tante volte una scarsa importanza a questo principio, e alle volte nessuna. Nel suo classico lavoro sulle fonti e argomenti teologici, Melchior Cano (1509-1560) non elenca la liturgia come locus theologicus (Lat. « luogo teologico »), e molti lo hanno seguito in questa omissione. Cf Liturgia; Metodi in teologia; Sviluppo della dottrina.