Kondàkion (dal Gr. « breve »)

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    Una delle forme più antiche e più importanti degli inni liturgici nella Chiesa Orientale, che risale al V o VI secolo. Probabilmente si chiama così a motivo del breve bastoncino di legno attorno a cui era avvolto il testo. Però, il nome potrebbe anche venire dal fatto che la composizione stabilisce succintamente il tono per la celebrazione liturgica che segue. Un kondàkion può contenere da 18 a 30 (o anche più) strofe. La composizione ha un titolo, seguito da un incisivo « proiomion », o introduzione che sintetizza lo spirito della festa e l’apogeo nell’« ephymnion » o ritornello. Segue poi una serie di « oikòi » (case) o stanze, la prima delle quali è chiamata « hirmos », e ognuna termina con il ritornello. Gli « oikòi » sono spesso collegati acrosticamente, in quanto ogni strofa comincia con una lettera differente dell’alfabeto. San Romano il Melode, nato a Oms, vicino a Edessa, verso la fine del V secolo e che servì come diacono a Costantinopoli, è il compositore più famoso di kondakia. Il kondàkion più celebre è l’inno Akathistos. Cf Akathistos; Cantillazione.