Idealismo

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    Qualsiasi interpretazione comprensiva della realtà e della storia in cui predominano le idee e gli ideali sull’esperienza concreta e sugli oggetti percepiti esternamente. Più specificamente, l’idealismo si riferisce a qualsiasi sistema filosofico che abbracci tutto sotto la coscienza, il pensiero e la ragione. In questo senso, l’idealismo si oppone al realismo di senso comune, come anche al naturalismo e al materialismo, che interpretano il reale come costituito, rispettivamente, di natura e di materia. L’idealismo ha subito molte variazioni, da Platone (427-347 a.C.) che riteneva inaffidabile l’esperienza del mondo sensibile e trovava la vera conoscenza nel regno più elevato delle idee eterne, a Giorgio Guglielmo Federico Hegel (1770-1831) per il quale tutta la storia è la manifestazione evolutiva dell’Assoluto. Tra questi due, ci sono delle varianti, come in René Descartes (1596-1650), che proclamava la certezza nell’atto individuale di conoscere, ed in Immanuel Kant (1724-1804), che mostrava fino a che punto la mente umana costruisce quella che chiamiamo realtà esterna. L’insegnamento della Chiesa ha condannato l’idealismo in quelle forme estreme (DS 3878, 3882; FCC 1.096) che escludono l’assoluta libertà di Dio e la nostra libertà limitata. Ha respinto, in particolare, il tentativo razionalistico di Anton Giinther (1783-1863) di adattare la teologia aH’hegelianismo (DS 2828-2831,2914, 3025; FCC 1.024, 3.025). Cf Filosofia; Razionalismo.