Guerra giusta

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    È una guerra che può essere considerata moralmente legittima. Sebbene il concetto fondamentale si trovi già in Cicerone (106-43 a.C.), sant’Agostino di Ippona (354-430) è ritenuto l’autore della teoria della guerra giusta. Egli riteneva la guerra un male minore quando la metteva a confronto con la selvaggia crudeltà di certe orde di barbari da cui era legittimo difendersi. Nel secolo XX, le condizioni che possono giustificare una guerra furono fissate in questo modo: 1) la guerra deve essere una difesa ed una risposta ad un’aggressione ingiusta; 2) ci deve essere una reale possibilità di successo per giustificare tutti i sacrifìci del tempo di guerra; 3) ci deve essere una proporzione tra il costo morale e fisico delle ostilità e la pace con il migliore ordine sociale che ne conseguirà; 4) solo gli obiettivi militari, non i civili inermi, possono essere bersaglio delle azioni militari; 5) la forza non deve mai essere usata come mezzo a sé stante o per infierire brutalmente contro l’ordine sociale e il personale militare. Siccome alcune di queste condizioni possono difficilmente riscontrarsi in una guerra nucleare, questo tipo di guerra non è ritenuto legittimo dalla maggioranza dei moralisti. Però, il problema di un deterrente nucleare è tuttora dibattuto (GS 79-82). Cf Pace.