Giudizio universale

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    Si crede che Cristo verrà di nuovo alla fine dei tempi a giudicare i vivi e i morti (cf DS 10, 13-14,76,150; FCC 0.509,0.514,5.004). I profeti dell’AT annunciano la venuta del « Giorno del Signore »; sarà allora manifestata la volontà di Dio, le nazioni saranno giudicate e saranno elargite benedizioni in abbondanza (Is 2,6-22; Ger 17,16-18; Gl 2,28-3-21; Am 5,18-20). Sviluppando spesso le immagini dell’AT, i Vangeli sinottici parlano del grano che alla fine sarà separato dalla pula (Le 3,17), della zizzania che sarà bruciata mentre il grano sarà riposto nel granaio (Mt 13,24-30.36-43), dei pesci buoni che saranno raccolti mentre saranno buttati via quelli cattivi (Mt 13,47-50). Pure affermando un giudizio futuro (Gv 5,28-29), il Vangelo di Giovanni sottolinea anche come il giudizio avviene già nel presente quando qui ed ora si crede o si rifiuta di credere nel Cristo (Gv 3,18-19). Il Concilio di Firenze ha insegnato che, oltre ad un giudizio universale alla fine dei tempi, c’è anche un giudizio particolare per i singoli immediatamente dopo la morte (cf DS 1304-1306; FCC 0.022-0.024). Tuttavia, data la natura sociale degli esseri umani e la loro redenzione, il giudizio universale alla fine dei tempi rimane fondamentale. Cf Avvento; Eschata; Parusìa; Teologia giovannea.