Filosofia trascendentale

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    Una forma di tomismo sviluppata dal Gesuita belga Joseph Maréchal (1878-1944) in risposta alla filosofia critica di Immanuel Kant (1724-1804). Dopo René Descartes (Cartesio: 1596-1650), non si poteva ignorare la questione circa il soggetto che chiede e cerca di conoscere, ma che è anche fin troppo consapevole della possibilità di rimanere deluso. Poi, David Hume (1711-1776) rigettò ogni conoscenza che non è né analitica (tautologica) né esperienziale. Kant pone la metafisica in discussione, nel senso che chiunque faccia affermazioni riguardanti l’esistenza di Dio, l’immortalità dell’anima e la sua libertà deve prima chiedersi se un’impresa del genere sia possibile. Ciò che noi chiamiamo realtà « esterna » può essere visto (almeno in parte) come il prodotto della nostra mente. In risposta a Kant, Maréchal difese il realismo teistico di san Tommaso d’Aquino (circa 1225-1274), col sostenere che gli esseri umani e le loro questioni (metafisiche) rivelano un itinerario che conduce, al di là dei dati immediati della percezione dei sensi, verso un Assoluto. Il metodo trascendentale di Maréchal è stato seguito da pensatori come Bernard Lonergan (1904-1984), Emerich Coreth (nato nel 1919) e Johann Baptist Lotz (1903-1922). Cf Epistemologia; Filosofia; Metafìsica.