Dominio di sé (Il)

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    Il dominio di sé è la capacità di tenere sotto controllo gli impulsi istintivi, mantenendo una condotta guidata dalla ragione e illuminata dalla fede. Questo dominio di sé è frutto dello Spirito, perché l’uomo in balìa di se stesso è incapace di dominarsi: «Nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato » (Rm 7,23).

    Invece «la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte» (Rm 8,2). La forza interiore donata dallo Spirito Santo ci consente non solo di discernere fra il bene e il male, fra gli impulsi della grazia e gli impulsi dell’istinto, ma anche ci corrobora nel raggiungimento del dominio interiore.

    Per «camminare secondo lo Spirito» dovremo anzitutto dominare la nostra mente, i nostri pensieri di orgoglio, di vanità, come pure l’abitudine di giudicare i nostri fratelli. Inoltre dovremo dominare la lingua evitando ogni maldicenza. Dovremo, ancora, dominare le mani, gli impulsi di litigiosità: «Non rendete a nessuno male per male» (Rm 12,17).

    È importante il dominio del nostro corpo e della sessualità: «Il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo» (cfr 1 Cor 6,19). Pure il dominio della gola ha la sua importanza: «Siate moderati e sobri » (1 Pt 4,7). Anche se questo dominio di sé è un dono, tuttavia lo Spirito Santo non agisce in maniera magica, ma chiede il nostro impegno alla vigilanza, alla preghiera e all’accoglienza della Parola del Signore.

    Mons. Giuseppe Greco