Corpus Iuris Canonici

    188

    (Lat. « Corpo del Diritto Canonico »). È la raccolta principale di leggi della Chiesa Cattolica fino a quando il papa Benedetto XV promulgò il Codice di Diritto Canonico nel 1917. Il Corpus Iuris Canonici fu composto in sei tappe: 1) Graziano, un monaco di Bologna del XII secolo creò la disciplina del diritto canonico col mettere insieme in maniera sistematica leggi emanate da Concili, da papi e da Padri della Chiesa. Fece questo nella sua Concordia discordantium canonum (Lat. « Concordanza di canoni discordanti »), chiamata comunemente Decretum Gratiani (Lat. « decreto di Graziano ») (1141). 2) Il papa Gregorio IX (circa 1148-1241) incaricò il famoso canonista san Raimondo di Penafort (1185-1275) di completare il Decreto di Graziano. Si ebbe come risultato il Liber decretalium extravagantium (Lat. « Libro delle decretali non ancora incluse »). Quest’opera fu divisa in cinque libri e promulgata per autorità del papa. Bonifacio Vili (circa 1234-1303) aggiunse un sesto libro nel 1298, il Liber sextus decretalium. In connessione con il Concilio di Vienne (1311-1312), Clemente V (1264-1314) aggiunse altre leggi. Queste decretali furono promulgate nel 1317 e sono note come Decretali Clementine. I decreti dii papa Giovanni XXII (1249-1334) furono riuniti e pubblicati come Extravagantes Johannis XXII. Infine, le Extravagantes communes, o decretali papali emanate tra il 1261 e il 1471, entrarono nel Corpus Iuris Canonici che fu riveduto e promulgato dal papa Gregorio XIII (1502-1585). Cf Codex Iuris Canonici.