Chiesa ortodossa siriana

    258

    Nome dato alla Chiesa che fu aiutata da Severo (morto nel 538), Patriarca di Antiochia e teologo, a organizzarsi e a opporsi al Concilio di Calcedonia (451). Chiamata polemicamente « monofisita » per la sua opposizione alla formula del Concilio riguardante le due nature di Cristo (più che le nature stesse), questa Chiesa prese il nome di « giacobita » dal vescovo Giacobbe Baradaeus (circa 500-578). Ordinato vescovo di Edessa nel 542 dietro insistenza dell’imperatrice Teodora, Giacobbe andò in giro predicando e ordinando vescovi. Si coprì di cenci per evitare di essere catturato; di qui il soprannome di « Baradaeus » (« è rivestito di cenci »). La designazione « giacobiti » si trova per la prima volta nel Concilio di Nicea II (787), ma questa Chiesa ci tiene a denominarsi Ortodossa Siriana. Il suo capo porta il titolo di « Patriarca ortodosso siriano di Antiochia e di tutto l’Oriente » e risiede a Damasco, in Siria. La liturgia di questa Chiesa, che costituisce uno dei sette riti principali dell’Oriente, è conosciuta come « Siriana occidentale » (o « Antiochena »). Il rito siriano occidentale è quanto mai ricco. Ha almeno settanta anàfore eucaristiche e molti testi varianti per altre cerimonie. La principale liturgia eucaristica è quella di san Giacomo, che può risalire ai tempi degli Apostoli. Generalmente, la liturgia è celebrata in lingua volgare: l’arabo è usato nel Medio Oriente, il malayalam in India, e l’inglese negli Stati Uniti. Cf Anàfora; Chiese Orientali; Edessa; Monofisismo; Settimana Santa.