Benevolenza

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    La benevolenza è propria di chi vuole il bene dell’altro. Anzitutto è un aspetto dell’amore di Dio, il quale, essendo sommo Bene e sorgente del bene, vuole il bene dell’uomo.

    La benevolenza di Dio pervade tutta la storia biblica, anche quando il suo popolo gli volta le spalle e sceglie di servire gli idoli. Ma il Signore, nonostante tutto, mostra benevolenza e volontà di riscattare il popolo fedifrago: «Su, venite e discutiamo – dice il Signore –. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana» (Is 1,18).

    La pienezza della benevolenza di Dio la scopriamo in Gesù, mandato dal Padre come espressione suprema del suo amore, per salvare gli uomini. La morte di Gesù in Croce rivela questo amore che è andato sino all’estremo.
    Gesù rivela la benevolenza del Padre raccontando le parabole della pecorella smarrita, della dracma perduta, del figliol prodigo. E non solo racconta e insegna, ma realizza in tutta la sua vita la benevolenza del Padre. Quando noi riceviamo lo Spirito Santo, la nostra vita è resa capace di manifestare e di donare l’amore, la bontà, la benevolenza del Padre. Sono modelli di benevolenza molti Santi, che hanno fondato ospedali, orfanotrofi, case di cura, case di accoglienza, scuole, per tutti i bisognosi della nostra società.

    Il cristiano, con lo Spirito Santo nel cuore, diventa consolatore, rivelatore di Dio, uno che guida alla verità. Diventa “sacramento”, cioè segno e strumento dell’amore di Dio per gli uomini.

    Mons. Giuseppe Greco