Associazioni e movimenti ecclesiali – catechesi

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    Perché prenda forma un volto di comunità ecclesiale che nasce dal Vangelo e lo testimonia con la vita e la parola, occorre camminare nella linea della comunione e della corresponsabilità.

    L’affermazione «è finito il tempo della parrocchia autosufficiente» (VMPC 11) deve essere con coraggio estesa a tutte le componenti ecclesiali: associazioni, movimenti, forme di vita consacrata e ogni altro soggetto ecclesiale.

    Essa deve divenire la logica dell’organizzazione dei vari organismi e uffici, dal livello diocesano a quello parrocchiale in vista di una vera pastorale integrata. Vivere e annunciare il vangelo costituiscono un’unica urgenza, che rende ormai improponibile all’interno della Chiesa una logica di semplice ripartizione dei compiti e tantomeno di diffidenza, di conflitto o di competizione.

    In questo quadro va studiata la specificità catechistica di movimenti e associazioni ecclesiali (DGC 261-263) – sotto la guida del vescovo e in accordo con il progetto diocesano di catechesi e mai in opposizione alle parrocchie – il cui apporto merita una adeguata valorizzazione.

    Se la parrocchia è e rimane «comunità educativa di riferimento propriamente tale» (DGC 262), anche altre realtà ecclesiali possono esprimere una ricca dimensione formativa.

    (Orientamenti, nn. 25, 28, 30, 56, 60, 62, 71, 90)