Commento a Rut

23

Il libro di Rut è ambientato al tempo dei Giudici. In questo momento di infedeltà e quindi di guerre, la figura femminile di Rut assume la scena da protagonista devota, fedele, affezionata alla suocera Noemi rimasta vedova e senza figli dopo la morte del marito e del cognato. La dolce Noemi era diventata Mara l’amareggiata, eppure la vicinanza di Rut le ha ridonato tutta la dolcezza. Giunta umilmente a spigolare nel campo di Booz, viene subito apprezzata e si lascia amare. Ancor più quando si chiarisce la parentela tra Noemi e Booz, quest’ultimo vedendo la fedeltà di Rut decide finalmente di sposarla, dando così discendenza a quel ramo di famiglia che si stava estinguendo. Da esso nascerà il grande re Davide.

Rut e Noemi sono l’esempio di una “sorellanza”, una solidarietà al femminile che va al di là del rapporto legale di parentela tra suocera e nuora, che alla morte del marito sarebbe terminato. Rut invece decide di restare. A partire dalla tua famiglia o da persone che conosci, hai esempi da raccontare di intese così forti?

Leggi qui i capitoli della Bibbia.

A cura di Piotr Zygulski

Articolo precedenteCommento al Vangelo di domenica 6 Giugno 2021 – don Fabio Rosini
Articolo successivoCommento a 1 Samuele 1-3 (1Sam 1-3)