Commento a Levitico 13-16 (Lv 13-16)

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L’attenzione per le impurità dovute alla malattie della pelle come la lebbra, alle muffe sui vestiti e sulle pareti, alle perdite di liquidi dai genitali… è certamente spiegabile oggi come esigenza medica e igienica personale, ma innanzitutto viene ricondotta a una “purità” che coinvolge la sfera religiosa. Il sacerdote è chiamato a constatare l’impurità, così come pure la guarigione.

Nel mentre, il malato ha una responsabilità verso gli altri membri della comunità, presso la quale deve evitare quello che oggi chiameremmo “contagio”. Oggi ci ricorda quindi che la malattia non è solo un fatto individuale, ma si trasmette relazionalmente e richiede di essere affrontata con uno sforzo collettivo di responsabilità e buonsenso. Il capitolo di Levitico 16 poi istituisce lo Yom Kippur, il giorno del grande perdono dei peccati in cui il sacerdote espia – associandosi al digiuno di tutto il popolo – i peccati di tutto Israele.

Durante questa pandemia di Covid-19, com’è vissuto il rapporto tra singolo malato e società? Che differenze ci sono rispetto al brano di oggi?

Leggi qui i capitoli della Bibbia.

A cura di Piotr Zygulski

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