Commento a Lettera ai Gàlati 6, 1-10

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E’ di grande consolazione che concludendo la sua lettera Paolo prospetti ai Galati una vita interna della comunità segnata da umiltà, misericordia e affetto fraterno!

La correzione fatta con “spirito di dolcezza” conferma che la concreta vita di ciascuno e di tutti si custodisce fedele alla guida dello Spirito e dei suoi preziosi frutti, non cedendo ad un’attenzione alle opere della Legge che negherebbe quanto in tutta la lettera l’Apostolo ha voluto insegnare ai Galati e anche a noi!

A conferma di ciò, egli, dopo aver chiesto una correzione fraterna “con spirito di dolcezza” (siamo dunque sempre nell’orizzonte dei frutti dello Spirito!), richiama una vigilanza umile di ciascuno su se stesso!

E dunque, al ver.2, l’invito forte e severo a non ricercare una inutile “gara” di virtù”, ma piuttosto l’invito a “portare gli uni i pesi degli altri: così adempirete la legge di Cristo”!!

Il ver.3 evidenzia l’errore e il danno della vanagloria.

Il ver.4 invita ciascuno ad esaminare attentamente e severamente la propria condotta, evitando la “gara” inutile e vana! Ognuno, infatti, è responsabile di se stesso e “porterà il proprio fardello” al giudizio di Dio (ver.5)!

Piuttosto, ognuno di noi ha un grande debito di riconoscenza nei confronti “di chi lo istruisce” (ver.6), perché nessuno è maestro di se stesso e tutto quello che abbiamo di buono lo abbiamo ricevuto!

Con un ritorno forte ai grandi temi già trattati, Paolo ribadisce il contrasto tra una seminagione nella carne e una seminagione nello Spirito (vers.7-8).

In definitiva: “Non stanchiamoci di fare il bene” in vista di una buona mietitura!

E quindi una preziosa conclusione: “Operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede!” (ver.10).

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

Leggi qui il brano.

A cura di don Giovanni Nicolini

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