Commento a Lettera ai Gàlati 5, 24-26

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La “crocifissione della carne” dice ed esige un indirizzo e un volto molto preciso della vita cristiana.

Non toglie nulla alla delicatezza e alla “fatica” della vita del battezzato, ma indica chiaramente quale sia il nostro quotidiano confronto con quello che in noi è stato ripudiato: “Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne”!

Questo “atto-evento” iniziale è “imperativo “ quotidiano della vita cristiana.

Essere “di Cristo Gesù” è definizione forte di appartenenza!

Tale è l’inevitabile “lotta” nei confronti della carne!

Il ver.25 afferma il volto e la sostanza di questa “vita nuova”: “Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito”: la nostra vita è chiamata a celebrare ogni giorno la nostra appartenenza al Signore Gesù.

Il dono e la potenza dello Spirito sono la nostra guida quotidiana!

Per questo è bandita ogni espressione e manifestazione di quella “vana-gloria” (!) che caratterizza la solitudine e la competizione di un’esistenza non appartenente al Signore Gesù!

L’esistenza mondana è intessuta di aggressività   (“provocandoci”) e di competizione (“invidiandoci”). Questo lo dobbiamo e lo vogliamo “crocifiggere”!

Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

Leggi qui il brano.

A cura di don Giovanni Nicolini

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