Commento a Genesi 23-26

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La pietosissima pagina della sepoltura di Sara presso gli Ittiti mostra la giustizia di Abraamo: di fronte alla generosità, insiste per pagare quanto dovuto, perché già le sue ricchezze sono dono di Dio che lo ha chiamato a vivere nella medesima generosità, giustizia e onestà. Ne ha di avanzo per il figlio Isacco e per regali agli altri figli.

Veniamo dunque a Isacco, dopo quella strana trattativa per il matrimonio combinato condotta dal servo di Abraamo e guidata dal segno divino di una frase di generosità pronunciata al pozzo da Rebecca, tra l’altro figlia del cugino primo di Isacco. E fu così che da Isacco e Rebecca nacquero i gemelli Esaù e Giacobbe, che strappò la primogenitura offrendo un piatto di lenticchie a Esaù affamato, lo stesso che poi sposerà delle Ittite, con profonda amarezza dei genitori.

Ma in fondo anche Isacco, seppur più pacato, è gemello del padre Abramo perché ripercorre le sue orme: come lui dissimula l’essere sposato con la moglie dicendo che è sua sorella, anche Rebecca come Sara viene notata dal re Abimelech – che scopre subito l’intimità tra i due sposi – e infine sempre con il medesimo sovrano dei filistei, come fece il padre, raggiunge un accordo. E anche a Isacco viene attualizzata la promessa di una discendenza numerosa, già promessa al padre Abraamo.

Riconosci nella tua vita alcuni passi già percorsi da chi ti ha cresciuto e formato? Quali?

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A cura di Piotr Zygulski

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