Uomini e Profeti: Leggere la Bibbia – Primo Isaia. Un carbone ardente sulla bocca

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Primo Isaia. Un carbone ardente sulla bocca – con Enzo Bianchi

domenica 30 ottobre 2011

“Chiama me” dice Isaia, dopo aver recalcitrato alla chiamata del Signore, perché si conosce come uomo pieno di impurità e di peccati, e dopo che un angelo con un carbone ardente gli ha toccato le labbra per renderle adatte a contenere la Parola di Dio. Così inizia la vocazione del Profeta Isaia, in un libro denso di visioni, di figure teologiche, di invettive e di speranze, di tensioni e di attese di pacificazione. 
Sotto il nome di Isaia in realtà vanno almeno tre autori, vissuti in epoche molto distanti da loro: il primo nel periodo che precede l’esilio, il secondo nel periodo dell’esilio, il terzo al ritorno dall’esilio in Babilonia. Cominciamo la lettura del Primo Isaia, vissuto fra il 770 e il 700 circa a. e. v., i cui testi sono raccolti nei capitoli 1-39. A introdurci al profeta della speranza di salvezza, il priore di Bose Enzo Bianchi

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